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Pubblicato Giovedì, 22 Febbraio 2018 09:41

Videosorveglianza, circolare dell'INL sul controllo a distanza dei lavoratori

L'Ispettorato del lavoro ha emanato una nuova circolare in materia di controllo con impianti di videosorveglianza , e non solo, nei posti di lavoro. Come noto il controllo a distanza è in teoria vietato dallo Statuto dei lavoratori, per motivi di tutela della privacy e della dignità,  ma ci sono molte eccezioni e distinguo.

Il problema è  piu che mai attuale in quanto il lavoro è sempre piu effettuato  con dispositivi elettronici che, pur deputati a finalità diverse dal controllo (logistica, sicurezza, automazione,  prevenzione di accessi illegittimi, ecc)  consentono di fatto di tracciare la presenza e i movimenti dei lavoratori.

Nel nuovo documento, n. 5 del 19 febbraio 2018, l'Ispettorato amplia in una certa misura  la facoltà  di installazione di impianti audiovisivi o digitali di controllo,  pur ponendo l 'accento sulla necessità di valide giustificazioni da parte dell'impresa. In sintesi le novità:

  • l'impianto di videosorveglianza può anche inquadrare  i lavoratori direttamente 
  • è possibile NON specificare la posizione e il numero  delle telecamere
  • per le nuove tecnologie video IP non è piu necessario  il sistema di doppia chiave di accesso, sia fisica che logica; resta fermo che i dati relativi all'accesso alle immagini registrate vanno conservati per almeno 6 mesi.
  • i sistemi di riconoscimento antropometrico se indispensabili allo svolgimento della prestazione , NON sono soggetti alla procedura amministrativa consueta di autorizzazione ministeriale o accordo sindacale.

Si specificano anche i LIMITI di tali facoltà : le finalità che giustifica il controllo a distanza a tutela del patrimonio aziendale  saranno considerate valide solo se si sono riscontrati anomalie o problemi in questo senso e solo a seguito dell'utilizzo di  altre misure di prevenzione  meno invasive.

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